ANCHE IL SINDACO DI SASSARI ADERISCE ALLA PROTESTA DEI SINDACI CONTRO LA MANOVRA DEL GOVERNO: CON QUESTI TAGLI NON POTREMO PIÙ GESTIRE I SERVIZI ESSENZIALI
Anche Sassari parteciperà alla protesta simbolica indetta per il prossimo 15 settembre dal comitato direttivo dell'ANCI nazionale. Lo ha reso noto il Sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau nel corso di una conferenza stampa convocata a Palazzo Ducale nel corso della quale il primo cittadino ha illustrato le ragioni dell'adesione alla protesta dei sindaci contro la manovra economica del Governo.
«É la prima volta che il Governo italiano – ha dichiarato il primo cittadino di Sassari – approva una manovra economica senza un preventivo accordo con gli EE.LL».
Come stabilito all'unanimità dall' Anci nazionale ieri pomeriggio, anche il Sindaco Ganau riconsegnerà simbolicamente al Prefetto di Sassari le deleghe in materia di anagrafe e stato civile e imporrà la chiusura dei corrispettivi uffici comunali che garantiranno i servizi essenziali.
Gli uffici anagrafe e Stato civile verranno aperti alla cittadinanza per “mettere in piazza” i conti del comune e verificare così le gestione dell'ente locale.
«Un' ulteriore scure davvero inaccettabile sui comuni – ha aggiunto il primo cittadino di Sassari - con una riduzione dei trasferimenti che comporterà un peggioramento e una riduzione dell'erogazione dei servizi essenziali sino a renderli in alcuni casi ingestibili, in particolare le mense scolastiche, i trasporti, l'assistenza sociale e le manutenzioni».
Nel quinquennio 2005 – 2009 il saldo di bilancio della PA è peggiorato di quasi 20 miliardi di euro, mentre nello stesso periodo i Comuni hanno portato un miglioramento pari a 2,6 miliardi di euro. Per raggiungere gli obiettivi imposti dal patto di stabilità interno, negli ultimi anni, i comuni hanno contratto la spesa in conto capitale, aumentando in alcuni casi la crisi economica del territorio amministrato. I Comuni non producono più deficit, il debito è pari al 2,7% del debito dalla PA.
«La nuova manovra peggiora gli obiettivi del patto – ha riferito il Sindaco Ganau – perché i Comuni dall'anno 2011 si trovano tutti in avanzo, cedendo 2 miliardi e mezzo l'anno in termini di patto di stabilità per migliorare i conti statali. La manovra varata nel 2010 ha disposto un ulteriore miglioramento attraverso il taglio dei trasferimenti di 2 miliardi e mezzo dall'anno 2012 in poi. La manovra varata ad agosto 2011 chiede ai comuni uno sforzo davvero insostenibile, che prevede un miglioramento ulteriore nel 2012 di 1,7 miliardi di euro e di 2 miliardi dal 2013»
Nel mirino dell' ANCI in particolare gli articoli 4 e 16 della manovra nei quali l'autonomia dei piccoli comuni viene sostanzialmente cancellata da norme che indicano anche l'ora di convocazione dei consigli e delle giunte. I piccoli comuni vengono fortemente mortificati e ridotti ad enti virtuali.
L'associazione dei comuni presenterà ricorso alla Corte Costituzionale su entrambi gli articoli, cioè quelli che obbligano le amministrazioni comunali alla dismissione delle società partecipate e che intervengono sull'organizzazione istituzionale dei piccoli comuni. In particolare i comuni sotto i 1000 abitanti subiranno una pesante riduzione degli organi di Governo e una conseguente limitazione della partecipazione popolare alle scelte: in carica solo il Sindaco e sei consiglieri comunali!
«Siamo difronte – ha proseguito il primo cittadino – ad un vero attacco dell'autonomia delle amministrazioni locali. In base alla manovra, in Sardegna, verranno mortificati 115 comuni al di sotto dei 1000 abitanti. Ecco perché ritengo opportuno manifestare il mio dissenso e la solidarietà nei confronti dei comuni più piccoli: gli EE.LL. rappresentano infatti il livello di democrazia più vicina ai cittadini».
I tagli ed il patto di stabilità che verrà applicato anche ai comuni con una popolazione superiore ai 1000 abitanti (sinora riguardava solo quelli oltre i 5000) bloccano di fatto ogni possibilità di migliorare le città ed i municipi, strangolano le imprese e obbligano a scegliere fra aumento della pressione fiscale e riduzione dei servizi. Tutto questo - come denuncia l'associazione nazionale dei Comuni - porterà ad una ulteriore contrazione della crescita e renderà ancora più povere i cittadini, le famiglie e le imprese.
